10.01.2016 - www.orf.at / www.giornaledelticino.ch
Kategorie: Generelle Medienberichte , Tödliche Tauchunfälle

Vermisster Höhlentaucher in der Schweiz tot geborgen

Ein vermisster Höhlentaucher ist gestern im Schweizer Kanton Tessin tot geborgen worden. Der 39-jährige Italiener war zuvor zusammen mit zwei Kollegen in eine Quelle bei Arogno abgetaucht, kam anschließend jedoch nicht mehr an die Wasseroberfläche.

Weil ihn seine Begleiter nicht mehr finden konnten, schlugen sie Alarm, worauf Polizeitaucher sowie Angehörige des Rettungsdienstes der Höhlenforscher nach dem Vermissten suchten.

Wie die Tessiner Kantonspolizei gestern am Abend mitteilte, fand sie die Leiche des Mannes in rund 70 Metern Tiefe. Es wurde eine Untersuchung zum Unfallhergang eingeleitet. An der Bergungsaktion waren insgesamt 40 Retter beteiligt.

 

Un spéléoplongeur italien retrouvé mort

Signalé disparu depuis samedi, un spéléoplongeur italien a été retrouvé mort dans la source Bossi

Le corps d'un spéléoplongeur italien de 39 ans, qui n'avait pas refait surface depuis samedi après-midi à Arogno (TI), a été retrouvé dans la soirée par la police tessinoise à une profondeur d'environ 70 mètres dans la source Bossi.

Le sportif s'y était immergé avec deux autres spécialistes, un Suisse et un Italien.

Ces deux derniers étaient sortis vers 15h00 sans encombre de la source, une exsurgence connue des amateurs. Ils avaient alors signalé l'absence de leur collègue.

Important dispositif

La police cantonale a coordonné un important dispositif de recherche, avec notamment l'emploi de spéléoplongeurs, de spécialistes de Spélé-Secours Suisse et d'effectifs de la police lacustre, précisent le Ministère public tessinois et les forces de l'ordre dans un communiqué. La route entre Arogno et Rovio a été fermée au trafic pour la durée des opérations.

Une enquête a été ouverte pour faire la lumière sur les causes et les circonstances de l'accident, indique la police.

(nxp/ats)

 

Arogno, la tragica conferma: trovato morto il sub scomparso

(ULTIMO AGGIORNAMENTO E RIEPILOGO, ORE 23.41) In tarda serata, alla profondità di circa 70 metri nella “Sorgente Bossi”, l'individuazione del corpo. L'uomo - un 39enne italiano residente in provincia di Alessandria - si era tuffato insieme con due compagni. L'allarme intorno alle ore 15.00. Massiccia la mobilitazione di soccorritori.

(ULTIMO AGGIORNAMENTO E RIEPILOGO, ORE 23.41) Si dica: speranze non v'erano già nel tardo pomeriggio. Si dica: si è provato a sperare egualmente. In serata, come confermano fonti di ministero pubblico e Polcantonale, è stato trovato il cadavere dello speleologo subacqueo che questo pomeriggio, durante un'immersione alla “Sorgente Bossi” (nota anche come “Sorgente dei Böss”) in territorio comunale di Arogno, aveva perso contatto con i due compagni di escursione. L'uomo, un 39enne cittadino italiano con residenza in provincia di Alessandria, è probabilmente rimasto vittima di un incidente nel passaggio tra sifoni e pozzi di quella che non a caso viene considerata fra le fonti più notevoli nel massiccio del Generoso (l'estensione accertata è superiore ai tre chilometri lineari) sin dalle prime esperienze condotte nel 1974 da Primo Meli. La salma si trovava ad una profondità di circa 70 metri. Su cause e dinamica dell'incidente è stata aperta l'inchiesta di prammatica.

L'allarme era stato lanciato intorno alle ore 14.55 dopo che gli altri sub - un italiano ed uno svizzero - erano riaffiorati al punto di accesso alla sorgente, sull'altitudine di 590 metri. Per le ricerche, con il supporto di agenti della Polcantonale e dei Pompieri di Melide, sono mobilitati effettivi del gruppo subacquei della Pollacuale, cui nel tardo pomeriggio si sono aggiunti gli specialisti del “Soccorso speleologico svizzero” ed operatori di Protezione civile del Mendrisiotto, Polcom di Mendrisio, “Servizio ambulanza Mendrisiotto” e “Care team”, per una quarantina di uomini in azione; il campo-base è stato allestito a ridosso del punto di immersione, contestualmente alla chiusura della strada tra Arogno e Rovio in modo da garantire spazio di manovra agli operatori di soccorso.

Il decesso del 39enne, indicato da varie fonti come persona particolarmente esperta ed abituato a calcolare ogni rischio, presenta similitudini notevoli con un'altra tragedia consumatasi alla “Sorgente Bossi”, poco meno di 10 anni or sono: nella tarda serata di domenica 29 ottobre, a perdere la vita fu un altro sommozzatore italiano, colpito da infarto cardiocircolatorio - così secondo evidenze di inchiesta - durante il passaggio al “laminatoio” nella zona più oscura dell'antro; il corpo della vittima fu trovato il giorno dopo alla stessa profondità di 70 metri. In séguito a quell'episodio le immersioni vennero vietate per oltre 20 mesi.

Letzte Medienberichte

Die letzten von der FTU registrierten Medienberichte zum Thema Tauchen:

Die von der FTU gesammelten Medienberichte sind in folgenden Themenkreisen gruppiert:


Warum nicht mehr Informationen?

Die FTU wird immer wieder mit der Frage konfrontiert, wieso sie nicht mehr Details von Tauchunfällen publizieren. Auch wirft man ihr vor, sie würde "aus Bequemlichkeit" hinter dem Datenschutz verstecken und "auf den Informationen hocken".

Leider sind der Datenschutz, aber noch vielmehr das Amtsgeheimnis und das Arztgeheimnis die grossen Hindernisse, die kaum zu überwinden sind. Zudem hat die FTU als Verein des privaten Rechts keinerlei Recht auf Einsicht in behördliche Akten (Polizei, Gerichte, Gutachter etc.) und wird auch nicht von Behörden über Tauchunfälle informiert. Die Lösung dieses Problems funktioniert nur über die Entbindung von den verschiedenen Geheimnissen durch den Betroffenen bzw. bei einem Toten durch dessen Verwandten - sofern überhaupt möglich.

Aus diesem Grund können wir gemeinsam nur eines tun: Alle Taucher aufrufen, dass sie nach einem Tauchunfall den Hergang mit allen Details der FTU melden und diese gleichzeitig ermächtigen, den Sachverhalt in geeigneter Form zu publizieren.


Wichtige Links

Die wichtigsten Informationen mit einem Klick: